
ISAIAH COLLIER Plays COLTRANE
Isaiah Collier – sassofoni;
Davis Whitfield – pianoforte;
Conway Campbell – contrabbasso;
Tim Regis – batteria
Nel 2021, nell’attribuire 5 stelle a Cosmic Transitions (la terza uscita discografica del sassofonista chicagoano Isaiah Collier), DownBeat non si trattenne: “ha trasceso il livello del prodigio. Non è la sua età a scioccare. È quello che sta suonando”. Quanto all’età, Collier aveva appena 23 anni allora e quanto a quello che stava suonando, era come sentire la tradizione sassofonistica di Chicago infiltrata di funk e gospel e sottoposta a una turbo compressione. Quella fiamma sonora da allora non ha fatto che bruciare sempre più intensa e sentire oggi Collier alle prese con un omaggio a John Coltrane (di cui per altro ricorre il centenario della nascita) è qualcosa di davvero rivelatorio. La sua urgenza espressiva è degna del suo modello, riflessivo, introspettivo e feroce al contempo. Dei quartetti coltraniani, con la loro potenza e le trame intricate, Collier sviluppa ogni possibilità giocando sfacciatamente allo stesso livello di intensità tecnica e spirituale.
Collier, che si autodefinisce uno “scienziato del suono”, di sicuro è un anticonformista del suono, alla continua ricerca di un’evoluzione, di un’innovazione, di nuove audaci direzioni. DownBeat, oltre agli elogi già riportati, gli ha dedicato una copertina e lo ha definito “il prossimo gigante del sassofono”. Tra gli artisti con cui ha collaborato troviamo Ambrose Akinmusire, Craig Taborn, Joe Dyson, gli Headhunters, William Parker, Billy Hart, Marshall Allen, Denardo Coleman, Randy Brecker, Billy Harper, Makaya McCraven…
ph. Johanna Brinckman
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