COSA SI INSEGNA E COSA SI IMPARA

Marcello AllulliMARCELLO ALLULLI (sax)
improvvisazione

Il corso che propongo si ispira ad elementi della tradizione classica (strumentale e corale), afroamericana (jazz-blues), classica indiana e improvvisativa europea. Vi si apprenderanno elementi di tipo teorico (armonia, arrangiamento, composizione…), attraverso una modalità attiva ed interattiva di tipo laboratoriale.
Il Laboratorio viene definito “PERFORMATIVO”: ogni allievo lavorerà con il proprio strumento, cercando di riprodurre temi, sequenze armoniche e ritmiche, patterns, intervalli e soli di grandi interpreti di musica classica, pop, rock e jazz. Si lavorerà attraverso l’utilizzo dell’udito senza  l’aiuto di uno spartito, puntando ad abituare i musicisti di formazione più accademica ad  elaborare e interiorizzare, velocizzando l’apprendimento della musica, facendo riferimento in particolar modo all’importanza dell’ascolto, che diventa strumento fondamentale:

Obiettivi:

  • Sviluppo di un orecchio interno solido che permetta all’allievo, tramite un metodo graduale, una maggiore consapevolezza di quello che accade durante la “performance”, che lo renda in grado di apprendere informazioni musicali orali in modo più veloce e produttivo
  • Sviluppo di una sensibilità ritmica forte, che gli permetta di concepire il flusso del tempo in modo rilassato, contribuendo a migliorare la fantasia ritmica degli interventi e la fluidità e coordinazione delle soluzioni
  • Sviluppo dell’intonazione con il proprio strumento e con gli altri musicisti
  • Sviluppo della creatività dello studente attraverso l’elaborazione di melodie e piccoli soli su semplici sequenze armoniche e patterns.

Agendo su questi parametri, l’allievo vedrà potenziarsi la capacità di eseguire, improvvisare e capire la musica. Il corso si differenzia dalla normale prassi soprattutto per l’impiego di esercizi “ pratici”. Si propone di capire e approfondire, come punto di partenza, il materiale conoscitivo già in possesso di ogni singolo studente (intervalli, scale, accordi), per approdare alle analisi melodiche ed armoniche delle canzoni, standard, corali.
Come tutti sappiamo, nella musica è di fondamentale importanza l’uso dell’orecchio, per questo è anche definito “EAR TRAINING” in quanto il musicista deve essere in grado di produrre un suono non “meccanicamente”, ma “melodicamente”.
Tutto ciò che apprendiamo in musica deve, attraverso un processo d’interiorizzazione, essere ascoltato.
La voce è sicuramente lo strumento più utile e diretto per analizzare ogni singolo intervallo, far sì che quella scala o motivo diventi un colore nitido e ben distinto, e ciò vale non solo per i cantanti, ma anche per gli altri musicisti: non si tratta infatti di eseguire vere e proprie performance vocali, bensì di utilizzare il primo strumento che abbiamo, il più vicino al nostro orecchio, per assimilare la musica ed appropriarsene.

Il corso, per l’originalità della metodologia proposta, può essere d’interesse:
·         per gli allievi di musica classica che hanno già acquisito le basi teoriche e pratiche relative al loro singolo strumento ma hanno spesso difficolta’ nell’approccio allo strumento libero e svincolato dalla partitura ;  imparare a suonare in gruppo, ed improvvisare,
·         per musicisti che vogliono avvicinarsi alla musica attraverso un approccio più intuitivo e meno normativo.
A questo corso d’insieme potranno partecipare tutti gli studentidiplomati e non, con il proprio strumento. Gli allievi interessati potranno essere raggruppati in funzione del livello di percettibilità e di ascolto, tramite una breve seduta di valutazione iniziale.

 

Alessandro PaternesiALESSANDRO PATERNESI (batteria)
laboratorio ritmico

Da alcuni anni, sia per esperienza personale sia per lo strumento che suono, mi sono concentrato sull’importanza del ritmo, del tempo e dell’influenza che questi hanno sulla resa e sulla comunicazione di qualsiasi forma d’arte che abbia a che fare con la musica.
Le mie esperienze didattiche sono divise in tre aree principali: l’insegnamento dello strumento (la batteria), della musica d’insieme e del ritmo applicato alla danza. Solo insegnando mi sono reso conto che persone volenterose di esprimersi attraverso queste discipline spesso non intuiscono l’effetto che una singola nota, una frase o un movimento comporta all’interno del contesto ritmico, o ancora la differenza che si otterrebbe se queste ultime avessero diversa durata o fossero ritmicamente in punti diversi.
A tal fine, ho elaborato alcuni esercizi utili ad acquisire consapevolezza del ritmo che si eseguono fisicamente attraverso movimenti atti a produrre piccoli suoni (body percussion). Non è necessario inizialmente lo strumento musicale…
Ritengo che, in primis, sia importante comprendere a livello cognitivo cosa e come stiamo andando a performare per applicarlo solo successivamente allo strumento, ai movimenti ecc.
In merito alla seconda fase del seminario (riservato a partecipanti di secondo livello) vorrei occuparmi delle modulazioni metriche, dei cicli e delle sovrapposizioni. Il tutto sempre attraverso la tecnica della body percussion e,  perché no, anche con l’utilizzo dello strumento.

Francesco DiodatiFRANCESCO DIODATI (chitarra)
la forza del collettivo

Laboratorio musicale interamente dedicato alla musica d’insieme per piccoli gruppi. I brani, scelti fra repertorio di musica originale dell’insegnante e brani più noti, saranno il punto di partenza per costruire insieme un sound di gruppo, attraverso l’approfondimento di molteplici aspetti fra cui l’interplay tra i vari componenti del gruppo, elementi di composizione e arrangiamento, lo studio e la pratica collettiva attraverso l’approfondimento degli elementi base: ritmo, melodia e timbro.

 

 

Francesco PonticelliFRANCESCO PONTICELLI  (contrabbasso, basso elettrico, musica d’insieme)

Le lezioni di contrabbasso e basso elettrico si incentreranno su un’analisi di alcuni bassisti, che visto il tempo limitato saranno tre o quattro: Paul Chambers, Charlie Haden, Scott La Faro, Pino Palladino. Si prenderà spunto da questi musicisti per affrontare alcuni temi legati allo strumento: il linguaggio, il suono, la tecnica, il tempo. Si studieranno anche le possibilità di arricchire il bagaglio dei timbri con l’uso di effetti, loop e quant’altro, per un’integrazione creativa dell’elettronica nella musica d’insieme.

Riguardo il corso di musica d’insieme, il mio punto di vista è che l’improvvisazione d’insieme porti con sé un fascino particolare, arcaico, poiché la musica esiste da decine di migliaia di anni e la scrittura è in confronto un fatto molto recente.
Prima della scrittura dev’esserci stato uno scambio di tradizioni in forma orale. E la genesi di queste tradizioni deve aver avuto origine da un approccio alla musica estremamente naturale.
Forse per questo, nell’improvvisazione in particolare, un musicista cerca il suo rapporto naturale con la musica… e con gli altri! Si possono fotocopiare le parti, ma mai le interpretazioni; questa è la differenza tra un’intepretazione e un’altra, nell’esecuzione di una musica scritta come nell’improvvisazione radicale, è il contenuto arcaico della musica, il cui unico strumento d’indagine è la pratica.
L’elettronica può essere integrata in questo discorso per rompere certi schemi legati alla scrittura, penso ad esempio alla possibilità di improvvisare usando solo il parametro del timbro.

Cristina RenzettiCRISTINA RENZETTI  (canto)
il ritmo della parola

Quando vivevo in Brasile se un cantante straniero partecipava a una roda di samba -una jam session brasiliana- e se la cavava, sentivo commentare: “é gringo, mas divide bem”. E’ un gringo, quindi è estraneo a quella tradizione, ma nonostante questo, divide bene le parole sul ritmo. Per un sambista, la divisione musicalmente appropriata della parola sul tempo è uno dei parametri più importanti per stabilire la qualità di un cantante.
Compito di ogni musicista è quello di studiare, familiarizzare e possibilmente incorporare il senso ritmico di una tradizione musicale in cui decide di esprimersi. Il cantante, in questo senso, insieme agli aspetti più strettamente musicali, deve fare i conti anche con la parola. Questo significa avere confidenza e dimestichezza con il sistema linguistico in cui sceglie di esprimersi, non solo nel senso più ovvio di sapere il significato del testo e quindi saperlo interpretare ma anche di conoscere e studiare il suono, il ritmo interno delle parole e l’accentuazione propria di ogni lingua, straniera o materna.

In questo laboratorio proveremo a conoscere e scoprire attraverso ascolti, esempi e esperimenti le diverse possibilità espressive delle lingue più usate nel repertorio vocale jazzistico: l’inglese degli standard, il portoghese del samba e dalla bossa nova e anche il nostro italiano, che storicamente è la lingua del belcanto ma che spesso è poco frequentato dai cantanti delle nostra generazione cresciuti musicalmente con ascolti internazionali.

Cristiano-Arcelli bn


CRISTIANO ARCELLI (sassofono)
musica organizzata

Il lavoro d’insieme andrà alla ricerca di un equilibrio sonoro da trovare attraverso lo studio di brani originali derivati dai grandi classici del jazz.
Il laboratorio di musica d’insieme sarà caratterizzato dallo studio dalle cellule melodiche e ritmiche delle composizioni, andando a creare arrangiamenti e momenti a solo, coerenti con il materiale di partenza.
Obiettivi:
– Sviluppare una consapevolezza del proprio ruolo all’interno di un gruppo
– Essere consapevoli del suono che generiamo
– Contribuire agli elementi ritmici, melodici e timbrici che determinano la buona riuscita di una performance